Restrizioni imposte dal governo sui flussi di denaro in entrata e in uscita dal Paese, usate per stabilizzare la valuta o prevenire fughe di capitali.
Cosa sono i controlli sui capitali?
I controlli sui capitali sono restrizioni governative sui movimenti di denaro attraverso i confini nazionali. Possono limitare la quantità di valuta estera che cittadini e imprese possono acquistare, richiedere approvazioni per investimenti all’estero o imporre tasse sui flussi di capitale.
Perché vengono imposti
I Paesi impongono controlli per: prevenire fughe di capitali durante crisi, stabilizzare il tasso di cambio, proteggere le riserve valutarie. La Cina mantiene controlli stretti (limite annuale di 50.000 USD per i cittadini). L’Islanda li ha imposti dopo la crisi del 2008.
Impatto sul forex
I controlli sui capitali riducono la liquidità della valuta e possono creare tassi di cambio paralleli (ufficiale vs mercato nero). Per i trader forex, le valute con controlli severi sono meno negoziabili e hanno spread più ampi. L’imposizione improvvisa di controlli può causare forti movimenti.
Termini correlati
Svalutazione monetaria
Una riduzione deliberata del valore di una valuta da parte del governo o della banca centrale, tipicamente in un regime di cambio fisso.
People’s Bank of China (PBoC)
La banca centrale della Cina che controlla la politica monetaria dello yuan. Fissa il tasso di riferimento giornaliero USD/CNY e gestisce le riserve valutarie.
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